Il riflesso speculare dello SCAF
In fondo, la sindrome dello SCALP Navale è il riflesso speculare dello SCAF: mentre l’aviazione da combattimento è crollata sotto il peso di un’integrazione mal gestita, la marina sta crollando sotto il peso di una mancata integrazione per paura di essere mal gestita. Le due patologie, apparentemente opposte, producono lo stesso risultato: la dipendenza strategica dagli standard americani, che si tratti dell’F-35 nei cieli o del Tomahawk e dei silos MK-41 in mare.
La vera lezione da trarre da questo corpus SCAF-MGCS-Cloud da combattimento-SCALP Naval è che l’Europa navale non ha bisogno di un programma comune per affondarsi da sola: il semplice accumulo di decisioni nazionali razionali è sufficiente a produrre un risultato collettivamente irrazionale. Venticinque classi di fregate e cacciatorpediniere, con ogni cantiere navale sovrano che protegge il proprio «strumento di famiglia»: è la tragedia dei beni comuni applicata agli armamenti. Non si tratta più di fantasticare su una fusione industriale irrealistica sul modello dello SCAF, ma di fare l’opposto di ciò che l’ha affossato: accettare che un unico standard sovrano — anche se francese — valga meglio di una moltitudine di standard nazionali, tutti condannati all’insignificanza strategica.






